Ti prendo e ti porto via, N. Ammaniti

Ho colmato una mia lacuna, cioè la lettura di almeno un libro di Ammaniti, mi sentivo davvero solo nell’Universo….Premetto che scriverò solo cose ovvie, del resto arrivo ultimo nella lettura di questo romanzo, e perciò non ci saranno parole mai dette, tra le mie, dirò solo cose ovvie e scontate (infatti perché sto scrivendo?mah…) …Pietro, Gloria, Graziano, Flora. Quattro personaggi, quattro caratteri, quattro storie…e quattro bisogni diversi, che si vanno ad intersecare, in un continuo gioco di flashback e descrizioni accurate. E’ bravo, Ammaniti, molto bravo, nel farti sentire vicino queste persone. Senti i loro pensieri, li vedi, senti la gioia e senti il dolore, anche quello fisico, quando a loro capita. In questo c’è molto Stephen King, che ho letto essere uno dei suoi scrittori preferiti. Altra banalità, si legge tutto d’un fiato, ci ho messo due giorni, in pratica. Sembra di vedere un film, non di leggere un libro..davvero c’è molto di King, in questo libro, a partire dal protagonista, un adolescente…e anche nel resto, anche nei particolari, quelle corse in bici…le crude descrizioni degli incidenti fisici dei protagonisti, il sangue, le ossa rotte, le risse…questo è, come già detto da molti, un noir, anche se spesso si sorride, anche…in generale non c’è alcun messaggio finale, Ammaniti descrive e basta, è una storia che lascia molto amaro in bocca, nonostante un finale più o meno aperto alle possibilità della vita, in cui si capisce che anche da un male enorme possa scaturirne un’apertura, un varco per un futuro migliore…davvero, nessun messaggio, se non l’invito alla fuga….devo ancora capire se inviti a scrollarsi di dosso le paure, oppure no….teoricamente la prima, ma il protagonista subisce guai grossi proprio nel momento esatto in cui si scrolla di dosso la propria immobilità e la propria “pazienza”, e anche la propria “innocenza”, quando diventi più cattivo prendi le vere mazzate…e succede che le prenda proprio quello che meno di tutti le meriterebbe….come spesso accade nella vita…sensibilità, dolcezza, purezza, spesso non vengono accettate, vengono guardate con sospetto…insomma, non si sorride, per niente, alla fine… Ho letto solo questo, di Ammaniti, ma mi pare di aver capito che questo amaro in bocca finale è un pochino un suo vizio…

ti prendo

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