Un bambino

Ieri al mare, guardando verso le onde, mi sono soffermato su un bambino. Giocava con altri due ragazzini, più grandi di lui, anzi forse no, credo più grandi solo per conformazione fisica. Ad un certo punto hanno preso a rincorrerlo. E lui ci stava. Scappava via veloce con quegli altri due che lo rincorrevano brandendo pezzi di legno e pistole ad acqua, poi si fermavano e tornavano indietro. La scena mi ha ricordato quando si rincorre un cane urlando, per farlo allontanare. Era un gioco. Almeno credo. Ecco, credo….perchè mi è venuto un dubbio…il dubbio che non lo fosse…che i due ragazzini più grandi si fossero accorti che il bambino fosse più piccolo di loro, e forse non adatto a giocare ai loro giochi “da grandi”. E quindi lo scacciassero per questo. Sì…mi è venuto questo dubbio perchè due domeniche prima ho sentito dire, adesso che ci penso, ad uno di quei due che “quel bambino mi sta sempre dietro, mi dà fastidio”.  Mi sono informato. Ho individuato il papà del bambino…e gli ho chiesto, sfacciatamente….mi ha risposto in modo tranquillo, al limite della rassegnazione, e come se non vedesse l’ora di parlarne con qualcuno, come un peccatore di fronte al prete nel confessionale. Mi ha detto che il bambino ha un ritardo della crescita. Che non si sa come e perchè. Che non si sa se sarà per sempre. Allora mi sono chiesto se quel bambino, quando sarà adulto, troverà il suo spazio, il suo modo per farsi capire ed accettare, o se verrà sempre scacciato come un cane nel recinto degli inadatti. Mi sono chiesto perchè….perchè a me è sembrato dolcissimo. Aveva solo voglia di giocare, gli ridevano gli occhi, quando veniva preso a parte del gruppo. Sembrava nato per questo. Solo giocare, dividere uno spazio, ridere con altri. Senza cattiveria, solo purezza. E mi è venuta giù una lacrima. Dopo qualche ora l’ho rivisto. Sotto l’ombrellone di uno degli altri due, uno dei grandi. Abbracciati, sorridenti, a giocare con un gioco su un telefono cellulare. Allora è scesa un’altra lacrima. Forse mi preoccupo troppo. Forse quel bambino la sua strada sa già come trovarla.

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2 pensieri su “Un bambino

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