Atti osceni in luogo privato – Marco Missiroli (pag. 249)

2015-06-15 12.32.28

E’ qualcosa che abbiamo già letto, questa storia la conosciamo, almeno a grandi linee. Sì, romanzo di formazione, questa la definizione ricorrente, ormai ho letto tante di quelle recensioni su questo libro che non posso certo inventarmi molto di originale.
Infanzia, adolescenza, giovinezza, maturità. Tutto il percorso completo per Libero, questo protagonista i cui genitori desiderano che segua il significato del nome che gli hanno attribuito, e lui cercherà di raggiungere questa meta, ad ogni costo. Il sesso, la scoperta di esso e le esperienze che seguiranno, non sono che uno dei mezzi che la vita ci offre per conoscerci, per crescere, per maturare. Così come la letteratura, il cinema, la musica, l’arte, i viaggi, le persone che incontriamo nella vita, tutte queste componenti sono mezzi per aiutarci a comprendere noi stessi e a trovare la nostra vera strada. Ci riconosciamo in lui semplicemente perchè i suoi bisogni, come i suoi sogni, sono bisogni di tutti, le sue pulsioni sono state le nostre, così come la sua confusione nella ricerca di quello che davvero cercava di essere e di dimostrare. La smania adolescenziale di trovare riscontro nel piacere agli altri, alle altre. Quel momento in cui si ha avuta la netta sensazione di essere invisibile, trasparente, di non piacere, e di non spiegarsene il motivo, questo di sicuro uno dei punti in cui mi sono ritrovato:

“Per quanto provassi a capirlo, non arrivai mai alla conclusione del perchè non piacessi. L’invisibilità restava il mio segno. Suscitavo simpatie e confidenze, slanci amichevoli, ammirazione, mai attrazione. Me ne rendevo conto dagli occhi delle mie compagne di classe, dalle passanti, dalla stessa Lunette. Si avvicinava al confine ma senza la volontà di oltrepassarlo: Tu es un ami formidable, Libero. Per tutte loro ero un dannato amico. Mi guardavo allo specchio: ero alto un metro e settantadue, pesavo cinquantatrè chili. Mamma diceva che l’uomo appuntito piaceva solo ad un tipo di donna che dovevo ancora incontrare.”

Cresciamo nel corpo, cresciamo come persone, e la letteratura scandisce i tempi, almeno in questo caso.
Ci si ritrova nelle continue citazioni, che non sono ossessive, ma sono tutte funzionali alla crescita del protagonista, non sono un puro esercizio narcisistico e nozionistico. Rappresentano un percorso di crescita, da Buzzati a Camus, da Malamud a Faulkner e Whitman, e Maugham.. Quante volte, leggendole, abbiamo detto “accidenti, la penso così” oppure “sì, questo sono io”?… ci ho ritrovato la grande sorpresa e la grande emozione di quando ho scoperto certa letteratura e certe frasi, di quelle che ti incidono il cuore la prima volta. Ci ho ritrovato un percorso di vita politica, anche, oltre che sentimentale. E anche molti rimpianti, per certi altri aspetti che io ho vissuto molto diversamente, e che avrei voluto invece vivere come questo Libero qua. Avrei voluto avere anch’io dei mentori così, nella vita, sempre pronti a fornirti la lettura giusta nel momento giusto della tua esistenza. Soprattutto un padre così, sempre presente, anche dopo la sua morte. Non è un libro sul sesso e basta, è un libro in cui troviamo tutto, sesso, amicizia, amore, morte, capacità di elaborare i lutti, letteratura, cinema, musica, guarigione, infedeltà, sentimento, confusione, ricerca, stabilità, maturità. E ci sono Parigi, Milano e New York, anche loro raccontate con un occhio tutto particolare, originale, commovente, delicato e non banale. Ci ho trovato sempre, sempre, tanta poesia, un modo tutto poetico di descrivere le cose, mai volgare, mai, anche quando parla di sesso Missiroli non lo fa mai in modo volgare, ma riesce ad essere completamente naturale. Un uomo che descrive bene la personalità maschile ma, secondo me, benissimo anche quella femminile.
Capisco comunque le critiche. Tutti i pregi da me elencati sono rivoltati come un calzino, all’opposto.

“Romanzo di formazione? Che palle, già letti, duemila volte, stessa cosa per il sesso. Romanzo fatto apposta per piacere all’italiano medio, sempre nella linea di mezzo tra vera voglia di trasgressione e paura di farlo, e quindi ricorso al sentimento per equiparare e guadagnarsi quantomeno il purgatorio. Quindi manca il torbido vero, è solo un accenno puerile e ridicolo. E noioso.”

Non la penso in questo modo, ma non è un problema, questo, la cosa che più mi dà fastidio è il pensiero malevolo, attribuire ad uno scrittore l’intenzione di scrivere solo per compiacere la maggioranza possibile di lettori. E questa accusa, forse, non potrebbe essere rivolta alla stragrande maggioranza degli scrittori stessi? Chi siamo noi per metterci nella testa di uno scrittore e attribuirgli delle presunte volontà malevoli? Facendo questa pericolosa operazione possiamo arrivare benissimo a non fidarci nemmeno dei recensori stessi, di noi tutti, ognuno può vedere nell’altro uno scopo recondito, che potrebbe ad esempio essere l’invidia, tanto per dirne uno…un romanzo può non piacere perché l’argomento non è intrigante o perché scritto male, ma andare a sezionare le intenzioni, beh questo per me non è accettabile. Le persone vanno conosciute, per poi poter avere argomenti validi per giudicarle. Ha detto che questo romanzo, paradossalmente, è il meno “pensato razionalmente” tra tutti quelli che ha scritto, il più spontaneo, pensa te…Credo che Missiroli sia, come tutti noi, diverso da quello che sembra, così come questo romanzo non è un culo, come la copertina, e basta. E’ assai di più di questo. E’ un romanzo volutamente d’altri tempi, poi, ambientazione anni ’70, per descrivere sesso e amore non ai tempi di whatsapp.
Poi se qualcuno, ogni volta che si accinge a leggere un romanzo, parte col presupposto di “o ci trovo un po’ di Camus oppure per me è merda”, allora i discorsi sono morti prima di nascere. Io mi accontento, sono l’italiano medio? Cosa c’è da stupirsi, poi, se l’uomo è “medio”? Non siamo diventati quasi tutti così, nella vita, disillusi, nati incendiari e finiti pompieri, in molte circostanze, politicamente, sentimentalmente? Non ci siamo lasciati vincere dal compromesso? Ecco perché certa letteratura ti colpisce, perché ti ricorda la realtà. Anche se non è soddisfacente, anche se fa male. Oppure ti fa sognare, e dannare, ti ricorda quello che avresti voluto e non hai ottenuto.
A volte la citazione rappresenta un punto d’arrivo, una missione da raggiungere, a volte serve per crogiolarci nell’insoddisfazione.

“I libri spostavano la mia gravità, e attuavano una legge: avevano iniziato a mettermi al mondo”

“Nessun uomo e nessuna donna, riuscirebbe a desistere davanti alla possibilità di far proprio un candore”

“Il rischio si accetta per il sublime”

“L’osceno è il tumulto privato che ognuno ha, e che i liberi vivono. Si chiama esistere, e a volte diventa sentimento. Tieniti stretta la tua meravigliosa indecenza.”

Musica: Tu, forse non essenzialmente tu – Rino Gaetano

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