Lo straniero – Albert Camus

straniero

Per la seconda volta ho ripreso in mano questo libro, e credo di aver avvertito le stesse difficoltà.Mi resta sempre difficile interpretare il senso di certi romanzi.Lo straniero è inteso come assolutamente estraneo alla propria vita. Mersault è assolutamente spettatore rispetto alla sua stessa vita, straniero come estraneo totale a ciò che lo circonda. Nella prima parte ci viene descritto lui, il suo carattere, nella seconda la sua assoluta rassegnazione, l’immobilità completa di fronte agli aventi, fino alla fine. Mersault ha sempre lo stesso atteggiamento. Quando muore la madre non piange, nemmeno una lacrima gli scende dal viso, al contrario del resto del mondo. Quando gli viene chiesto se abbia voglia di sposarsi, risponde con un “è uguale”. Si affaccia dal balcone e vede la vita che scorre al di sotto, imperturbabile.Quando gli eventi precipitano potrebbe fare ancora qualcosa per cambiare l’esito finale, ma sceglie l’inerzia, di nuovo. Una linea di demarcazione nettissima col mondo e le sue convenzioni, e il mondo non può che respingerlo, annientarlo. Uno straniero non può stare in un mondo rifiutandone le convenzioni, non interagendo, non amando, non odiando, non credendo a nulla e a Nessuno. Se spera nella salvezza, lo spera affidandosi di nuovo al caso, ma non a se stesso. Tutti coloro che hanno letto questo romanzo si sono attesi un mutamento, una ribellione, un pentimento, un cambio di stato d’animo, l’istinto di sopravvivenza finale. Ma Mersault non ha mai nulla di tutto questo, accetta la morte così come la nascita, tutto è avvenuto per caso e per caso finirà.E’ l’eliminazione totale delle proprie responsabilità, qualcosa che per la maggioranza di noi risulta inaccettabile. Subire tutta una vita, il peso di tutta una vita, senza reagire, credo sia qualcosa di terribile. Ma è chiaro che accettare il corso degli eventi come ineluttabile sia anche uno sgravarsi del peso, un alleggerirsi, e dunque accettare anche la vita per quello che è.Completa dissociazione tra la vita dell’individuo e quella del mondo. L’individuo è destinato alla morte, è la fine del suo percorso, qualunque vita sia stata. Il mondo invece prosegue, inarrestabile, imperturbabile. E dunque, per essere in armonia con esso, si deve diventare a nostra volta imperturbabili, allora si raggiungerà la felicità. Angosciante, sconcertante.
Musica: Don’t let the sun go down on me – Elton John
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...