Giulia 1300 e altri miracoli, Fabio Bartolomei

giulia

Gran parte dell’Italia, pregi e soprattutto difetti, in un romanzo. Paradossale, ironico, divertente. Una lettura di impatto leggero, ma i temi sono comunque importanti. Fallimenti personali, voglia di riscatto, il lavoro, l’integrazione, la malavita, la connivenza, la ribellione almeno tentata, il divorzio, la solidarietà, il razzismo, l’integrazione e, ovviamente, l’amore. Diciamo, di fronte a questi romanzi, sempre la stessa cosa, e cioè che sono libri troppo sognatori, troppo buonisti, troppo ottimistici. Ma lo diciamo solo perchè noi esseri umani ci siamo dimostrati talmente cattivi oppure talmente assuefatti alle cose cattive, che non appena ci imbattiamo nel buono la prima frase istintiva di risposta che ci sorge è “non è possibile che accada, nella realtà”. Eppure ce ne sono, di persone che si sono ribellate, che hanno cercato qualcosa di più giusto, di più bello, e che ce l’hanno anche fatta. Viviamo da narcotizzati, attendendo un risveglio ma non capendo che solo da noi stessi può arrivare, da nessun altro. Qui il prato musicale del libro è una coscienza sotterranea che emerge, che rende migliori, che unisce, che da il la alla speranza. Tre protagonisti inerti, insoddisfatti, falliti, truffatori, meschini, anche. Che però ci provano, a riscattarsi. Evolvono. Cambiano. Escono dalla narcosi. Ansiosi di trovare un luogo, un posto, un modo di vivere che gli faccia dire “io esisto, sono qualcuno, sono diverso”. Quello che dovremmo fare tutti, in questo Paese.

“Siamo la generazione del piano B. Lavorare in questo paese fa così schifo che, anche se fai il miracolo di raggiungere la posizione per cui hai studiato, dopo due anni ne hai le palle piene e inizi a elaborare il tuo piano B. Quasi sempre si tratta di un agriturismo, questo quando allo schifo per il lavoro si aggiunge lo schifo per la città“.

Per ora, leggendo, ci accontentiamo di fare un cenno di consapevolezza, con la testa. Un libro dove si ride moltissimo, ma dove trovi inseriti pezzi molto riflessivi, importanti, sulla criminalità, sull’amore, sulla vita.

“La mafia non è capace di conquistarsi uno spazio proprio, sa prosperare solo dove la società lascia dei vuoti. Se le famiglie lasciano dei vuoti, se la scuola lascia dei vuoti, se lo stato lascia dei vuoti, la mafia conquista terreno…”

“Io sogno di prendermi cura di lei quando sarà vecchia, di massaggiarle le gambe quando saranno gonfie, di dirle che è bella quando nessuno si sognerà più di farlo, di farla viaggiare quando penserà che ormai sia tardi, di farla ridere quando le altre saranno sole alla finestra con lo sguardo triste. Saprò leggerle negli occhi la paura di morire e riuscirò a farla pensare ad altro… Voglio che si senta sicura aggrappata al mio braccio quando non si sentirà più ferma sulle ginocchia, e quando sarà sorda non mi stancherò di ripeterle le cose due volte”

Letto in poche ore, scivola via che è un piacere.

Musica: La tua canzone, Negrita

https://www.youtube.com/watch?v=JJpwy9pAnXs

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