In fuga con la zia, di Miriam Toews (2009)

in fuga

Min e Hattie, due sorelle. Min, problemi psichici da sempre, “Virginia Woolf, Sylvia Plath, ‘Anna Karenina’… il ‘Manuale introduttivo’ di Min all’universo del dolore. La sua biblioteca della perdita. Aveva fatto le letture giuste” ha un tracollo, Hattie corre in Canada dalla Francia per andare a soccorrerla, e per andare a soccorrere i figli di lei, i suoi due nipoti. Perché sono soli, il padre è stato cacciato di casa da tempo. Hattie la ama, ne ha avuto paura, sa che la sua nascita ha segnato la sorella “La mia nascita ha scatenato un’onda sismica nella vita di mia sorella. Il giorno in cui sono venuta al mondo si è messa il vestito al contrario ed è corsa via verso un futuro più luminoso, o piuttosto verso un passato più luminoso. I nostri genitori l’hanno trovata su un albero del vicino. Voleva fuggire? Da allora ha continuato a farlo, viaggiare contemporaneamente in due direzioni opposte, verso l’infanzia e verso la morte. Prima della mia esistenza Min era una bambina normale”. Ma la ama. Però è confusa, non sa cosa fare, e trova un solo modo per dare aiuto, inventarsi un viaggio con i nipoti, in un furgone malmesso, in cerca del padre.
E un viaggio significa avventura, incontri di ogni genere, con personaggi di ogni genere, ma, soprattutto, significa conoscersi. Meglio, o del tutto. Le scoperte della vita, del cuore, capire a chi davvero ci sentiamo uniti. Soprattutto per la zia sarà un viaggio sorprendente, avrà a che fare con due ragazzi diversissimi tra di loro, Thebes, la piccola, un’esplosione di idee, di umorismo, di vitalità, ma anche di sensibilità. Logan, taciturno, molto serio, imprescrutabile, ma che quando sorride scoppia la fine del mondo, il suo sorriso è “come un uragano, eroina, partorire un figlio”. Del resto il sorriso di un ragazzino, di un nipote, di un figlio, è questo, puramente questo. Sono loro due, ad essere maestri per la zia, più di quanto lei riesca a fare con loro. Ma sono pur sempre bambini, e soffrono, non sono esenti dal piangere, dal dolore. Hanno bisogno di amore, rassicurazione, sul presente, sul futuro. Tutti e tre insieme usano il viaggio non per scappare, ma per venirsi incontro, per affrontare la vita con nuovi mezzi, dandosi pacche sulle spalle, cinque alti, imparando a volersi bene, a comunicare. Un viaggio sognante, giocoso, malinconia a pacchi, amore. Mentre sembri lontano da tutto e da tutti, riesci meglio a vedere chi ami e chi ti ama.
Un libro che trasuda di dolcezza, e che fotografa le difficoltà di una generazione di ragazzini cresciuti senza un nucleo familiare coeso, ma che fornisce una speranza, data dalla volontà, dal sacrificio e dall’amore, che possono ricostruire legami nuovi laddove c’era distruzione. Questa scrittrice ormai ce l’ho nel cuore, non ci sono dubbi.

Musica: Try and love again, Eagles
https://youtu.be/yNnH1sN0dw8

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