L’amore sporco, di Andre Dubus III

Jpeg

SPOILER (non so se leggero o pesante, comunque SPOILER)

Andre Dubus III, figlio d’arte. L’amore sporco è una raccolta di quattro racconti, mediamente lunghi. Il paesaggio descritto è quello della provincia americana, il New England, meglio, una parte di esso. Un paesaggio crollato, rispetto al passato, un paesaggio inquinato, a livello ecologico, malato, come un nobile decaduto, con i suoi enormi malesseri sociali. E soprattutto malesseri di generazioni, di generazioni contro, matrimoni in piena crisi, adulti immaturi e senza responsabilità, e gli adolescenti senza un futuro certo, che si gettano nella musica rap, si stordiscono con l’alcol e con il fumo, e con una vita sessuale vissuta in modo gratuito, regalato e vissuta anche attraverso le nuove tecnologie, le chat e i social network. C’è la perdita, in primo luogo, del valore dell’amore.
Dubus III sa di cosa parla, quando tratta dei traumi familiari. Il più famoso padre, grande scrittore, ha lasciato la famiglia quando lui aveva 11 anni. La sorella entra nel giro dello spaccio, il fratello tenta il suicidio. Il ragazzino si trova presto a dover fare i conti con responsabilità enormi, si prende carico di tutto, subisce pestaggi in continuazione e allora si getta nelle palestre, scolpisce il fisico per autodifesa. Ma improvvisamente scopre la scrittura, e questa lo salva, definitivamente. E gli restituisce il padre, l’affetto mancato. Leggete la biografia di Dubus III, è commovente. E, appunto, fa capire il perchè sappia scrivere così bene di determinati argomenti.
L’adulterio, la crisi di mezza età, la solitudine, la voglia di stare con qualcuno, i tradimenti, i compromessi necessari, gli assestamenti necessari, come nel secondo racconto, dove Marla deve “assestare e sincronizzare” la sua vita, i suoi comportamenti e le sue abitudini con l’uomo che ama.

I finali dei racconti sono tutti aperti, lasciano speranza,comunque, o la lasciano quantomeno intravedere, e sono bellissimi: Un uomo e una donna, il tradimento, lo struggimento, l’ossessione, e l’approdo finale.
«Il cuore una volta ancora dentro la testa perché di nuovo non sa se è all’altezza di tutto questo, questo cambiamento del cambiamento, mentre la porta si apre verso l’interno e lui si sistema e il viso di sua moglie, bello e sorpreso e in attesa».

Lo sporco che resta alle spalle:
«Entrò nell’ingresso caldo. Aveva la fronte sudata. Sentì la porta chiudersi alle sue spalle e la grossa mano di lui sulla schiena. La ciocca di capelli le cadde di nuovo. Allungò la mano e la sistemò saldamente al suo posto, poi salì le scale una alla volta e giunse dov’erano le altre coppie, tutte quelle altre coppie sorridenti e felici»

L’adulterio, la tragedia appena sfiorata, un percorso di dolore anche fisico, che sfocia nella prospettiva di un perdono:
«quelli che aveva ricevuto in dono grazie a una poesia mai scritta e che, ora lo sapeva, probabilmente non avrebbe mai scritto, occhi che non meritava, ma che sperava di guadagnarsi un giorno – occhi di nera speranza».

L’ultimo, il racconto che fornisce il titolo al libro, è sicuramente quello più complesso, elaborato, difficile. Uno scontro/incontro generazionale, una disperata richiesta di aiuto da una ragazza al prozio, bypassando il padre non adatto al confronto, alla comprensione. Un anziano che ripensa alla sua vita matrimoniale, il rimpianto fortissimo per gli errori commessi, nonostante i compromessi, le tante cose che ha sopportato, piccole cose, prese singolarmente, ma che insieme hanno contato molto, perchè “un tifone non è niente di più che singole gocce di pioggia trascinate da un po’ di vento”. E un’adolescente smarrita, un video che va in rete e sembra distruggere la sua reputazione, ma soprattutto la sua capacità di amare, di avere un rapporto vero con un altro ragazzo. E finisce con prendere l’unica decisione che forse, di nuovo finale aperto, potrà salvarla. E’ il racconto più malinconico e disperato, questo.
“I suoi occhi sembravano splendere di una tristezza dolce, del tipo che viene solo quando si sa che qualcosa di buono non potrà mai, mai durare. Ma tu continui ad andare avanti comunque. Tutto quello che puoi fare è andare avanti e non arrenderti mai.”

Tutti personaggi legati tra loro, trasmigrano da un racconto all’altro, una volta comparse una volta protagonisti, tutti disperati, incapaci di tirarsi fuori dalla palude emozionale ed esistenziale, incapaci di non commettere errori, nonostante siano chiarissimi di fronte a loro, incapaci di fuggire via da essi, e dalle loro vite, oppure sempre incerti sul da farsi, come se fuggire fosse identico al restare. I sentimenti prima forti, dritti, sicuri, e poi si sfaldano, mutano, si sgretolano subito di fronte ad una difficoltà, ad un’incomprensione, ad una sirena tentatrice. Dubus III scrive bene, descrivendo e sezionando alla grande le emozioni, fino in fondo.

Musica: The Space Between, Dave Matthews Band

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...