Pane e castagne, Francesco De Gregori

 

Da non ascoltare se si è solo una “‘nticchia” tristi eh….oppure no, da ascoltare sempre…anche la tristezza ha bisogno di sbocchi, di un innesco, di una deviazione dal corso d’acqua di tutti i sentimenti, per evitare che si “ammucchi”, che faccia massa e porti via tutto…è una canzone che ti si mette lì sopra il cuore, si arrampica, te lo circonda…che scatena cose che nemmeno hai. Sarebbe una delle mie famose cinquanta, diciamo la cinquantunesima, guest star…

“Domani ce lo diranno dove dobbiamo andare,
domani ce lo diranno cosa dobbiamo fare.
Ci sta una terra di nessuno, da qualche parte del cuore,
come un miraggio incastrato tra la noia e il dolore. ”
………..
“Aspettami ogni sera davanti a quel portone,
e se verrai stasera ti chiamerò per nome.
Chissà che occhi avremo, chissà che occhi avrò,
ma se mi chiami amore, ti riconoscerò.”

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