La sottile linea scura, Joe Lansdale

Jpeg

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Ironico, divertente, leggero…si fa leggere velocemente, perché ha una storia coinvolgente, vogliamo sapere come va a finire, che fine faranno tutti i personaggi descritti.. ma è una leggerezza abbastanza apparente, dietro c’è l’invito a ragionare, a leggere, a sostenere l’importanza di migliorarsi, nella vita.
Lansdale mi pare molto impegnato socialmente e politicamente, ma si impegna anche molto nel volerlo nascondere bene.
E’ un mix interessante, quello tra questa scrittura così leggera e divertente, questo umorismo distaccato, e la violenza e la crudeltà spesso descritta nel romanzo.
Così come questa nostalgia, malinconia, per i tempi passati, per l’infanzia. Il punto di vista è quello di un ragazzino, e si vede, perché è un punto di vista ancora vergine dalla cattiveria, e pieno di sogni.
Twain, King, Ammaniti, mi sono venuti in mente tanti scrittori, a conferma della sottile linea non scura, ma bella, che corre nella letteratura e nell’immaginario del lettore.
Texas, anni ’50, temi sociali, razzismo, violenza contro i figli, violenza contro le donne, fanatismo religioso.
Odio visceralmente questo Texas, e non solo.
Non penso che dal 1958 ad oggi le cose siano così cambiate.
Per questo resto sempre dubbioso, nel leggere questi romanzi americani dove viene descritta tanta vomitevole realtà, ma sempre poi si tende a mostrare che la singola realtà familiare è fatta in modo totalmente diverso, opposto. Laddove c’è una realtà esterna composta da discriminazione odiosa, esiste sempre un microcosmo familiare pulito, o quantomeno volenteroso di cambiare lo stato di cose generale. Un microcosmo dotato di coscienza, che lotta contro la mancanza di anima del mondo esterno. Un po’ troppo consolatorio, direi. Però ho letto che Lansdale è figlio di un meccanico analfabeta e che da piccolo ha imparato le arti marziali perché costretto a difendersi dai bulli della sua zona. Quindi mi pare chiaro che quel che ho letto sia nettamente influenzato dalla sua vicenda personale, ed è chiaro che suo padre sia stato un punto di riferimento fondamentale nella sua vita, un padre che ha fatto di tutto per farlo crescere sano, esattamente come quello di Stanley in questo romanzo. Avere cultura è cosa diversa dal saper istruire. E comunque Lansdale parla dei mali del Texas come metafora dei mali di tutto il mondo. Ed ha anche ragione, purtroppo.

Stanley, tredicenne del tutto ignaro del Male della vita, capirà anche pagando un prezzo personale, che il mondo è pieno di gente che discrimina per razza, per genere, per religione, gente che insulta, picchia, umilia, tortura, uccide. Che il mondo è fatto di gente che è più importante di altra, in vita e in morte, e che il denaro può comprare tutto, cose e persone. Che il Texas era ed è questo, che il mondo era ed è questo.
Un piede che inciampa in una scatola piena di vecchie lettere darà l’innesco a questa specie di giallo, noir, ai misteri da risolvere, e all’ingresso di Stanley nella vita degli adulti.
La sottile linea scura divide il Bene dal Male, ma la vita va affrontata, attraversata, non ci sono altre possibilità. Bisogna entrare nell’agone, e scegliere da quale parte stare. E in base alle scelte personali, ci si troverà da una parte oppure dall’altra. Oppure nel mezzo, perché Stanley scoprirà anche che la differenza tra bene e male non è poi così marcata, è sottile, appunto, la linea di demarcazione, così come tante sono le sfumature del bene e tante quelle del male.
Sapendo che la dignità umana resta e resterà sempre la base, l’appiglio finale, il fondamento dell’esistenza di chiunque e il mezzo unico per migliorare le proprie esistenze e quelle altrui.

Musica: Shake Rattle and Roll, Big Joe Turner
https://youtu.be/eMBZHUhBAYU?list=RDcOfJoSnHIS0

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