Giulio,siamo solo parole.

regeni

La politica che vorrei dovrebbe avere il volto della mamma di Giulio Regeni.

Dovrebbe avere quella testa alta, quel coraggio, quella dignità, quella dirittura morale di dire sempre le cose come stanno, di battersi per ottenere quello che non è sovrumano, ma solo quello che è GIUSTO.

Il “composto dolore”.  Tutti stiamo dicendo “ma come fanno, questi due genitori, a rimanere così composti? Io non ce la farei, io urlerei, io spaccherei tutto…”.

Sì, è così che diciamo. La voglia di gridare al mondo e alla politica che siamo stufi, che il dolore ci strozza, ci straccia la pelle, ce la divora, ce la brucia, come un incendio senza fine, in cui la benzina è questo continuo stillicidio di mancate verità, di vergognose pezze bugiarde messe sopra la VERITA’, questa voglia di urlare è troppo forte, insopprimibile.

Eppure queste due persone ce la stanno facendo. Da settimane.

Questa madre da settimane non versa una lacrima. Se le sta tenendo tutte dentro, perchè una massa di persone infami ha scientemente deciso di non restituirle la dignità, insieme al corpo martoriato di suo figlio. Ha deciso di arrivare alla Pasqua senza che Giulio possa trovare una pace, che possa risorgere come Cristo, ma debba restare martoriato nella sua anima. Hanno deciso di restituire a questa famiglia un corpo rimpicciolito dalle botte, spogliandolo del valore che possedeva, e che possiede ancora. Il rispetto è morto, molto prima che sia morto Giulio. Questa madre NON può piangere. Non le è concesso abbandonarsi, mollare, rilasciare il suo dolore per riprendere un cammino. Deve restare lì, accanto al corpo del figlio, perchè morirebbe lei, se lo lasciasse senza giustizia.

Non c’è un solo brandello di umanità e di giustizia, in questa vicenda. E in questo Mondo.

Il pensiero che gli interessi economici siano il Primo ed unico comandamento della società che abbiamo costruito, sinceramente, francamente….mi fa passare la voglia di vivere.

E’ questa la Libertà che abbiamo ricevuto in eredità, e che abbiamo elaborato nel corso dei decenni? Questo, il nostro concetto di Democrazia?

Ma adesso, in questo istante, provo solo ad immaginare come è morto Giulio. Cosa abbia pensato nelle sue ultime ore. Quanto abbia urlato. Quanto dolore abbia attraversato il suo corpo. Quanto abbia pensato alla sua mamma e al suo papà, se abbia immaginato quanto dolore avrebbero provato dopo la sua morte. Un dolore aggiunto al suo personale, fisico e morale.  E solo immaginarlo è terribile.  Provateci, voi che in queste ore blaterate e inveite contro Giulio, su Internet, provateci, ad immaginarvi nella stessa situazione. Provateci, ad immaginare vostro figlio ridotto a poltiglia, dopo giorni di torture senza paragoni. Provateci, ad immaginarvi in un obitorio, a riconoscere vostro figlio solo dalla punta del naso.

Restare umani. L’appello impossibile. Non c’è risposta. Siamo solo parole.

………………………………………………..

L’ODIO

Guardate com’è sempre efficiente,
come si mantiene in forma
nel nostro secolo l’odio.
Con quanta facilità supera supera gli ostacoli.
Come gli è facile avventarsi, agguantare.

Non è come gli altri sentimenti.
Insieme più vecchio e più giovane di loro.
Da solo genera le cause
che lo fanno nascere.
Se si addormenta, il suo non è mai un sonno eterno.
L’insonnia non lo indebolisce ma lo rafforza.

Religione o non religione –
purché ci si inginocchi per il via
Patria o no-
purché si scatti alla partenza.
Anche la giustizia va bene all’inizio.
Poi corre tutto solo.
L’odio. L’odio.
Una smorfia di estasi amorosa
gli deforma il viso.

Oh, quegli altri sentimenti –
malaticci e fiacchi!
Da quando la fratellanza
può contare sulle folle?
La compassione è mai
arrivata per prima al traguardo?
Il dubbio quanti volenterosi trascina?
Lui solo trascina, che sa il fatto suo.

Capace, sveglio, molto laborioso.
Occorre dire quante canzoni ha composto?
Quante pagine ha scritto nei libri di storia?
Quanti tappeti umani ha disteso
su quante piazze, stadi?

Diciamoci la verità:
sa creare bellezza
Splendidi i suoi bagliori nella notte nera
Magnifiche le nubi degli scoppi nell’alba rosata.
Innegabile è il pathos delle rovine
e l’umorismo grasso
della colonna che vigorosa le sovrasta.

È un maestro del contrasto
tra fracasso e silenzio
tra sangue rosso e neve bianca.
E soprattutto non lo annoia mai
il motivo del lindo carnefice
sopra la vittima insozzata.

In ogni istante è pronto a nuovi compiti.
Se deve aspettare aspetterà.
Lo dicono cieco. Cieco?
Ha la vista acuta del cecchino
e guarda risoluto al futuro.
– lui solo.

 

Wislawa Szymborska

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3 pensieri su “Giulio,siamo solo parole.

  1. Carlo Mars ha detto:

    Ho letto tante e tali bestialità che mi hanno quasi tolto sonno e speranza. Speranza nel mondo, proprio. Riuscire ad attaccare una madre che sta vivendo un momento di dolore inimmaginabile, è fuori da ogni possibile comprensione.

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    • Lalla Lilli ha detto:

      Carlo, condivido la tua rabbia. una madre ha il diritto di sapere, che venga rispettato il suo atroce dolore. Anche per me è tutto incomprensibile. Questo mondo non so come potrà salvarsi.
      Lalla Lilli

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