Aspettando Bojangles, di Olivier Bourdeaut

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Una famiglia particolare. Surreale. Surreale lei, e lui. Che ovviamente si conoscono in un modo surreale. A cui lui non riesce a sottrarsi: trovarsi in cima al toboga e scegliere di fuggire via da lei …”..Oppure potevo lasciarmi andare, mettermi seduto sulla rampa e lasciarmi scivolare con la dolce sensazione di non poter più decidere niente, di affidare il destino a un percorso del tutto nuovo e ancora tutto da scoprire, per sprofondare infine in una vasca di sabbie mobili, sia pure fragranti e dorate”.

Amore folle. Stravagante. Senza regole. Le regole le getta nel cesso. Al bando il consueto, il banale, il già scritto, il già visto, al bando il programma già stabilito, per tutti, compresa l’educazione del figlio, che va avvicinato alla vita non tramite un libro freddo e nozionistico, o tramite un’istituzione scolastica schematica ma gettandolo dentro la vita stessa, tenendolo sempre vicino alla mano di una madre e di un padre, che saranno per lui la vita, la scuola, l’esempio, un esempio sempre vivo di gioia vera, gioia di vivere pura. Al bando anche il lavoro, perché toglie spazio e soffoca l’amore e il piacere di passare tutto il tempo insieme. (non sappiamo di che vivano, ma vabbè, non importa…) Una madre folle che è il baricentro di questa magica ed esotica follia amorosa. Una donna che fugge via dalla realtà e dalle bugie che la realtà comporta. “Andate più veloce, altrimenti le vostre menzogne vi raggiungeranno!”

È una storia guidata da un ballo, una musica che fa sorridere e che fa piangere di commozione allo stesso tempo. Una meravigliosa canzone (che amo, personalmente) cantata da Nina Simone. Una musica che non stanca mai, ma che anzi dà dipendenza e che segna il tempo della gioia di vivere.
La colonna sonora di un’esistenza.
Un libro guidato dalla voce di un bambino a cui fa da contraltare quella del padre.
Un libro che è sorriso e lacrima, che è dolce come un sorriso di un bambino e salato, come le lacrime di un bambino.
Probabilmente troppo forzato, esagerato. Portato all’estremo. Probabilmente troppo folle. Con un finale amaro già intuito dopo poche pagine. E però anche l’amaro stesso travalica il reale e il sopportabile. È tutto al di sopra degli esseri umani. Troppa favola e troppa tragedia. Ho letto che l’autore ha vissuto la sua infanzia in una casa a strapiombo sull’Oceano Atlantico, senza un apparecchio televisivo, un’educazione al di fuori delle convenzioni. Quindi da qui posso capire il motivo di questa fantasia elevata. Questa costruzione di gioia, forzata, a tratti. Anche se non penso abbia inventato tutto..la casa a strapiombo c’è, nel libro, così come il riferimento al televisore come strumento di torture… E ho anche letto che ha scritto questo libro quando già la Francia avvertiva il peso nel cuore di un buio che oggi vediamo ancora meglio. Si è sentito quasi in dovere di voler regalare un attimo di leggerezza, di fantasia, un libro per scacciare via pensieri cattivi, fuggire un po’ dalla realtà. Mi ha fatto pensare a riferimenti strani, compresa La vita è bella di Benigni (e questo non è che sia un gran punto a favore…). Oppure a Emmanuel Schmitt….oltre che a a Vian, di cui ho letto solo paragrafi estrapolati.
Un libro davvero molto francese, nello stile.

Sarà probabilmente difficile per molti di noi capirne tutto il senso, immedesimarsi, dato che viviamo spesso ingessati nelle convenzioni e nei sensi del dovere e nel politicamente corretto. Oppure giustamente realisti. Questa favola la devi leggere con spirito libero, slegato, devi volare un po’ alto.
Per una volta si può anche fare, direi. Per una volta.

Musica: Mr. Bojangles, Nina Simone
https://youtu.be/eAW3y5l6Dm4

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