Ruggine, di Anna Luisa Pignatelli

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Il fascino delle persone anziane.
Ho avuto una nonna, per mia fortuna, vissuta fin quasi cento anni, e so di che parlo.
Le persone anziane sono un tesoro, spesso nascosto. Le persone tendono ad evitarle, o a sottovalutarle. A considerarle come gente che ha dato tutto, e che nulla più può essere spremuto da quelle menti e da quei corpi.
Questa storia, narrata magistralmente, è qui a dimostrare tutto il contrario. E’ proprio chi ha una lunga vita alle spalle ad aver attraversato mille esperienze, e ad aver così affinato mille sensibilità. Ad aver compreso il senso e il non senso del mondo e della vita. Anna Luisa Pignatelli si chiede che cosa pensino i vecchi, che cosa si aspettino ancora dal futuro, come possano vivere sapendo che sono finiti i programmi a lunga scadenza e che molto probabilmente al di là di questa vita non ne esiste un’altra.
Gina, la protagonista di questo romanzo, ce lo fa capire così bene che penso sia impossibile non provare empatia tale da non immedesimarsi. Ci sembra di essere dentro quella vecchia casa con lei, dentro quelle vecchie vie e di fronte a quei vecchi e crudeli vicini.
Gina si piega, la sua schiena si incurva, ma non si spezza mai.
Le ferite dell’anima le tiene in un luogo della memoria nascosto, quando saltano fuori, però, è il suo fisico che ne risente, i dolori del corpo corrispondono a quelli del cuore.
Gina è sopravvissuta ad un’esistenza durissima, la sua schiena vi si è piegata come un filo d’erba sotto folate sferzanti di vento gelido.

“Per Gina su questa terra non c’erano che il bene e il male, che si affrontavano ogni giorno in una lotta all’ultimo sangue, e uno doveva decidere da che parte stare.”

E decide che star da soli sia l’unico modo per star bene, o per sopravvivere, perchè quel microcosmo in cui è costretta a vivere è fatto di cattiveria, di ipocrisia, di malignità. E lei ha subìto un Male che è meglio non descrivere nei particolari, che è meglio tenere sopito, anche se tutti sembrano conoscerlo, e tutti, comunque, lo rovesciano come meglio credono, attribuendo a lei tutte le colpe. E’ stata lei a rovinare il marito, è stata lei a guastare il figlio, rendendolo simile a un mostro. Nessuno ha dubbi in merito, nessuno le parla, quando passa per la strada chinano il capo, oppure la spiano dalle imposte, di nascosto, maledicendola. Gina è un’estranea, è una “straniera”, non è del paese, non si è integrata nel coro e non deve essere integrata.
Gina deve sopportare tutto. La vita ingrata, la vecchiaia, il Pregiudizio altrui, la violenza.

“Il freddo veniva dal fondo dell’anima” .
Solo Ferro, il gatto, le resta accanto, e solo uno zingaro violinista riesce a trattarla come un essere umano. Significativo. Durissimo. Crudele. Come tutto questo libro.
Stante tutto ciò, Gina sarebbe autorizzata al crollo personale. Molla, Gina. Chi te lo fa fare, di stare ancora in compagnia di questo mondo? Ma no. Lei non molla. Perchè “la vita è una bestia che stritola nelle sue spire” ma Gina trova ancora la chiave per dire che ne vale sempre la pena: la bellezza. Che è nella natura, che è in un gatto, che è in uno zingaro disinteressato, che è nel cielo limpido. Ma che è soprattutto nel suo cuore, un cuore ancora speranzoso, ancora giovane, anche se è contenuto in un vecchio corpo. Gina ci insegna a combattere, ad accettare il dolore e proseguire.
Questo libro è duro come una corteccia di un fusto secolare, ma al suo interno c’è una linfa di speranza, di umanità e di sensibilità che commuovono fino allo strazio. Un libro che mi ha fatto tornare mia nonna nel cuore ancora più di prima, perchè ci ho rivisto la voglia di vivere fino alla fine, nonostante i dolori immensi della vita.
Una delle letture più belle che abbia intrapreso e concluso negli ultimi anni, complice una scrittura Sopraffina, corposa, elegante, sontuosa.

Musica : When the deal goes down, Bob Dylan
https://youtu.be/CEoGqUqy-0w

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2 pensieri su “Ruggine, di Anna Luisa Pignatelli

  1. claudia maltese (claccalegge) ha detto:

    io adoro i romanzi che raccontano di vecchietti o di gatti. quando ci sono vecchietti e gatti nello stesso romanzo poi…
    il libro mi intrigava, ma non chiedermi come, qualcosa nella mia testa aveva rimosso il dato “la protagonista è vecchia”, e l’avevo messo nella lista “libri che prima o poi… più poi che prima”. ora gli cambio posto.

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