Bugiardi e innamorati, di Richard Yates

 

Jpeg

Quando inizi un rapporto, sai già che sta finendo.
Il dubbio è già cominciato.
Quando costruisci la tua vita, e sai già che è tutto sbagliato.
O sai già che alla fine del percorso dirai che non è stato come volevi, come avevi sognato.

Jpeg

E sai già che con i tuoi sogni e con le tue ambizioni farai a cazzotti per sempre, e saranno lacrime e sangue.
Ma lacrime e sangue nascosti, accuratamente, il più delle volte.
Tranne in alcuni momenti, dove non ce la puoi proprio fare a nascondere i tuoi occhi tutti bagnati.

Pochi come Yates hanno saputo descrivere la Gabbia.

Jpeg

Quella dove molti di noi hanno infilato tutta la loro vita, sempre a sorridere fintamente e sempre ad affacciarsi di fuori per cercare di abbrancare quello che passa davanti agli occhi, quello che si vuole davvero sta fuori, non dentro.

Jpeg

Non ci sono mai svolte decisive, vere. C’è solo una lotta ai limiti della disperazione, con l’aiuto di un bicchiere, quasi sempre.

“Ironico, vero, che le cose non sembrassero mai andare completamente per il verso giusto”.

Sette racconti, sette storie che descrivono mariti, mogli, amanti, madri, padri e figli, tutti intrappolati nella realtà che non vorrebbero popolare. Come sopravvissuti ad un disastro, si aggirano tra le macerie di case distrutte, o aggrappandosi a un relitto dopo un affondamento di una nave, partita in pompa magna per quello che doveva essere un bellissimo viaggio, e che invece viene maciullato dalla quotidianità, e restano dolore, rabbia, risentimento, sofferenza, apatia, e tanto ghiaccio dentro a tanto whisky.

Jpeg

E quei bicchieri colmi sono l’unico vero salvagente, quello che ti permette di annebbiarti e dimenticare quanto tutto ti faccia schifo, te stesso in testa al gruppo.

E così ci si racconta di essere innamorati, ma in realtà è una finzione. Una finzione nei confronti di chi ascolta ma soprattutto verso se stessi. E’ tutta una farsa, un’immensa messa in scena teatrale

Jpeg

Jpeg

Yates, lo dice benissimo Giorgio Vasta nell’introduzione, è come un ingegnere demolitore della letteratura. Descrive sempre perfettamente il crollo, e ce lo mostra in un perfetto rallentatore, dal primo attimo, zoomando sui dettagli, su ciò che a prima vista potrebbe sfuggire quasi a tutti, quel minuscolo atto quotidiano che sembra innocuo, ma che invece segna la fine.

Ma non è tutto amaro e disperato.
Tutti hanno dei sogni, delle illusioni, e con queste vanno avanti, sono queste a rendere la loro vita degna di essere vissuta, si sorride davvero, spesso, ci si appassiona alle cose, ci si crede davvero, alla possibilità di rovesciare il tavolo da gioco. Alla fine spesso si esce sconfitti e distrutti, ma finchè si è lottato, si è vissuto.Ti manca sempre un passo per arrivare alla meta, ma quel braccio e quel piede in avanti, solo il pensiero di poter tendere quel braccio e quel piede, ti tiene in vita.

Jpeg

Jpeg
I

Impietoso, ma vero, verissimo. Tanto dolore e tanto piacere insieme.
L’umanità descritta così perfettamente da commuovere. Perché, alla fine, siamo tutti inadeguati.

Musica: Watch over you, Alter Bridge

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...