quella
Atmosfera che sembra pacifica, di cose ne accadono poche, invece c’è molta tensione, fino alla fine. I dialoghi tra i personaggi, ma anche i loro silenzi e i loro segreti non svelati reggono tutto il romanzo, sono duelli psicologici. È una storia leggera, elegante, surreale, ma non mi ha rapito. È un intreccio di uomini e donne che sembrano aver trovato la loro strada nella vita, ma alla fine ognuno instillerà dubbi nell’altro, e nuove prospettive si apriranno per tutti. Forse i dialoghi si ripetono, forse non sono tutti di alto livello. Ma non sono all’altezza di criticare Cameron su niente. Scrive benissimo, penso che su questo non ci piova. Posso solo parlare emotivamente. È un romanzo che ti tiene lì incollato, quasi ipnotizzato, per me il maggior pregio è questo. Le zone d’ombra che restano sui protagonisti contribuiscono al fascino della narrazione, e ti lasciano lì a pensarci su dopo aver chiuso la storia. Il non detto sembra pesare molto più del detto. E voi mi direte “oh, e ti pare niente?” Rispondo no, certo che non è niente. Eppure non sono rimasto convinto, non mi sono sentito trascinato e travolto. E il finale mi ha lasciato un po’ di amaro. Non mi sono emozionato come in Un giorno questo dolore ti sarà utile. È mancato qualcosa. (E la traduzione del titolo originale mi provoca il solito prurito).
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