Scritto sul corpo, di Jeanette Winterson

 

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Una corsa. Senza respiro. Un libro che mangi, letteralmente. Un libro che ti trascina via, ti turba. Ti rende felice, emozionato, poi triste, addolorato, ferito, muori e poi ti risollevi.

L’amore è questo? O dovrebbe essere questo, forse. Un rollercoaster continuo.

Soprattutto è un bene primario universale. L’io narrante si nasconde, cela la sua identità di genere. Perché non conta essere uomo o donna, conta il sentimento e contano le parole che si dicono. Le parole sono le vere, uniche protagoniste illuminate sulla scena, l’unico Dio a cui rivolgersi e dare ascolto. Qui le parole spesso sono dirette, crude. Anche incoerenti, ripetitive, ossessionanti. Ma molto più spesso finiscono per essere poesia, in una storia che non ha una trama classica, ma è continuamente in evoluzione, un mostro dolce a più teste e a più voci, tragiche, romantiche, ironiche, dissacranti.

E’ una storia che si può riguardare chiunque di noi.

Una passione sconvolgente, ma anche razionale, in fondo ha una sua logica. Un libro che costringe a fermarsi improvvisamente a pensare. A rileggere certe frasi, periodi interi, che sfiorano la perfezione, a centellinare. Parlare d’amore è sempre stato l’argomento numero uno dei romanzi, ma proprio per questo ci sembra difficile, perché ci sembra sempre che in fondo sia stato detto tutto.

Ma questo libro ne parla in un modo unico. Questo libro è un viaggio, dalla prima riga ci sei dentro, e si parte, via, verso la passione, l’eros, la gelosia, la possessività, la dolcezza, una sconcertante altalena di sensazioni. E’ un viaggio in cui il CORPO è il centro, il nucleo fondante del rapporto amoroso. Attraverso il corpo capiamo le origini di tutti i nostri sentimenti e le nostre sensazioni. E’ il corpo che viene descritto in un modo mai visto prima, minuziosamente, da tutte le angolazioni, sia fisiche che psichiche.  Louise è un demone tentatore dai capelli rossi fiammeggianti, un demone tentatore che ti conduce all’adulterio, senza scampo.

“Non desideravo solo la carne di Louise, desideravo le sue ossa, il suo sangue, i suoi tessuti, i tendini che la tenevano insieme… l’avrei tenuta stretta finché lo scheletro fosse diventato polvere.”

Un desiderio famelico.

“Gli odori del corpo della mia amata sono ancora impressi nelle mie narici. La mia amata è un pezzo di selvaggina…andrò a trovarla nella sua tana angusta e mi ciberò di lei”.

E’ una celebrazione assoluta dei sensi, vista, tatto e olfatto pienamente coinvolti.

Il corpo è passione, desiderio, è una cartina geografica da esplorare in ogni recesso, il corpo è un libro, scritto in un codice segreto, che è decifrabile  e visibile solo dai due amanti.

Sublimazione dei sensi, ma, nello stesso tempo, conta solo il cuore, per decifrare e carpire i segreti dell’altro conta solo l’amore, il sentimento. Ci si riconosce anche al buio, se si parla con il cuore.

«Il movimento delle dita, il linguaggio dei sordomuti, scrivere sul corpo il desiderio del corpo. Chi ti ha insegnato a scrivere col sangue sulla mia schiena? Chi ti ha insegnato a usare le mani come ferri per marchiare? Hai inciso il tuo nome sulle mie spalle, hai apposto su di me il tuo marchio. I polpastrelli delle tue dita sono diventati punzoni, trasmetti un messaggio alla e sulla mia pelle, il messaggio viene recepito nel mio corpo. Il tuo codice Morse intralcia il battito del mio cuore. Avevo un cuore sano prima di incontrarti, potevo contare su di lui, era stato in prima linea ed era diventato forte. E adesso alteri il suo incedere con il tuo ritmo, lo suoni per me, pizzicandomi come una corda di violino. Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce; quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì. In certe parti il palinsesto è inciso con forza tale che le lettere si possono sentire al tatto, come fosse stato scritto in braille. Preferisco tenere il mio corpo ripiegato, al riparo da occhi indiscreti. Mai aprirsi troppo, svelare tutta la storia. Non sapevo che Louise avesse mani capaci di leggere. Mi aveva tradotto nel suo libro personale.»

Capirai che l’autrice ha voluto letteralmente sezionare, smontare ogni paradigma amoroso classico, mescolare e rimettere in discussione, scrivere d’amore in un modo nuovo, originale. Il narratore è uomo o donna? Te lo chiederai fino alla fine e non lo capirai. Perché non devi capirlo. Devi concentrarti sulle parole e basta, sui sentimenti e basta. E sul nuovo modo di descrivere l’amore, che ribalta tutto quello che conosci. Elenchiamo prima le basi banali e le frasi fatte classiche, facciamo a pezzi i clichés, “sono i clichés, il problema”.

“Il sistema di sicurezza più affidabile, benedetto dalla Chiesa e approvato dallo Stato, è il matrimonio. Giura che ti concederai solo a lui o solo a lei e per magia sarà così. L’adulterio ha a che fare sia con l’illusione sia con il sesso. L’incantesimo non ha funzionato. Hai speso tutti quei soldi, hai mangiato la torta nuziale e non ha funzionato. Il matrimonio è l’arma più inefficace per combatter il desiderio.”

«L’amore richiede espressione. Non rimarrà fermo, in silenzio, non sarà buono, modesto, non sarà visto e non sentito, no. Irromperà in canti di lode, la nota più alta che rompe il bicchiere e fa versare il liquido. Non è un conservatore, l’amore. È un grande cacciatore e noi siamo la preda del suo gioco. Come puoi continuare a giocare se le regole cambiano in continuazione? Mi chiamerò Alice e giocherò a croquet con i fenicotteri. Nel paese delle meraviglie tutti imbrogliano e l’amore è un po’ come il paese delle meraviglie, non è vero? L’amore fa girare il mondo. L’amore è cieco. Tutto ciò di cui hai bisogno è amore. Nessuno è mai morto per un cuore spezzato. Lo supererai.»

Ma è impossibile distruggere tutti i clichés dell’amore. Le citazioni abbondano, infatti. Il narratore non può fare a meno di citare Madame Bovary, Jane Eyre, Romeo e Giulietta, Anna Karenina, e canzoni, e film…

Il loro amore è circondato da queste immagini e queste parole immortali, e costretto a vivere solo nello spazio di un letto, il resto non esiste. L’amore è un vero rompicapo, un labirinto attraverso il quale devi passare e che devi risolvere, altrimenti ne resterai per sempre prigioniero.

Non riuscirai a non essere coinvolto. La sincerità assoluta, l’originalità delle parole scelte con cura, unite al mistero di fondo di questo personaggio, ti tratterranno dentro questa storia, facendotela vivere fino all’estremo, attraversandone ogni fase. Subirai le provocazioni continue di questa autrice, dovrai porti domande che forse non ti sei mai posto, sarai costretto a metterti in discussione, e a tentare di decifrare il codice che è impresso sulla tua pelle.

«Voglio che tu venga da me senza passato, le frasi che hai imparato, dimenticale, dimentica di aver frequentato altri luoghi. Vieni da me come fosse la prima volta, non dire mai che mi ami fino al giorno in cui non me lo dimostri.»

«cos’è che uccide l’amore? Soltanto la disattenzione. Non vederti quando mi stai davanti. Non pensare a te nelle piccole cose. Non spianarti la strada, non prepararti la tavola. Sceglierti per abitudine e non per desiderio, passare davanti al fioraio senza accorgermene. Lasciare i piatti da lavare, il letto da rifare, ignorarti al mattino, usarti la notte. Desiderare un’altra persona mentre ti bacio sulla guancia. Dire il tuo nome senza ascoltarlo, dare per scontato che sia mio diritto pronunciarlo.»

«Perdere qualcuno che ami ti sconvolge la vita per sempre. Non riesci a superarlo, perché si tratta della persona che amavi. Il dolore si ferma, ci sono nuove persone, ma quella distanza non si chiuderà mai. Come potrebbe? La peculiarità di qualcuno che significava così tanto da essere rimpianto non è anestetizzata dalla morte. Questo buco nel mio cuore ha la tua forma e nessun altro può riempirlo. Perché dovrei volere che qualcuno lo riempisse?»

Musica: True love waits, Radiohead

 

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