Ricordami così, di Bret Anthony Johnston

Jpeg

Un incipit che ti presenta subito il conto.
L’antipasto in cui assaggi
l’incombere della tragedia, e che ti getta
nell’atmosfera che regnerà per tutto il romanzo.
Justin, dove sei?
Cosa accade, quando un figlio o un fratello scompare,
non esiste più?
In un solo attimo, il sole diventa nero.
Il forte diventa debole.
Le difese crollano.
La famiglia si sfalda, si sventra,
il dolore la penetra come lama incandescente
nel burro.
La normalità, tanto derisa e bistrattata,
quanto manca, adesso.
Ma dopo quattro anni si è venuti a patti,
col Signor Dolore.
In qualche modo, un modo terribile e imperfetto,
ma ci si è assestati.
E qui arriva il colpo di scena.
Il momento in cui si ritrova la normalità
è esattamente quello da cui comincia il vero dolore.
Quello in cui ci si accorge che era un’illusione,
pensare che tutto potesse tornare come prima.
Il Dolore ci cambia. Il Dolore ci ribalta,
disintegra le convinzioni,
cambia tutte le priorità. Per sempre.
Ci scava una fossa sotto i piedi.

Quasi cinquecento pagine di tensione,
di sofferenza soffocante,
come l’afa dei luoghi descritti,
te la senti addosso,
come i volti e i pensieri
di queste persone e della loro tragedia,
descritti in modo chirurgico,
in un clima da thriller,
in un infinito ping pong
di flussi di coscienza e
di cose taciute, che pesano
molto di più di quelle non taciute.
Perchè quello che non si dice,
quello che non si sa, è davvero
quello che mette paura.
Il faro puntato sui posti segreti
dove andiamo a rintanarci quando
il dolore ci stringe il collo
come un pitone, e su cosa accade quando
anche quei rifugi personali e solitari
li sentiamo crollare.
Non esiste mai un equilibrio, qui.
Mai un pavimento solido su cui
finalmente poggiarsi e dire a se stessi ok, ci siamo,
finalmente posso stare sereno e fidarmi.
Mai.
Tutti si agitano come insetti
intrappolati, alla ricerca di aria,
di un modo per ricominciare a respirare.
Nessuno si muove in simbiosi,
ognuno scende nel suo bunker,
nel suo burrone,
ognuno è solo sul cuor della terra…

 

 
Musica: Can’t find My Way Home, Blind Faith

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