Il buio fuori, di Cormac McCarthy

 

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“È la gente dura che rende duri i tempi.
Ho visto tanta cattiveria fra gli uomini
che non so perché Dio non ha ancora spento il sole
e non se n’è andato.”

 

Il mondo è una landa desolata.
Il cuore di tutti, è una landa desolata.
McCarthy è sempre lui, si diverte a mostrarci
come sarà l’universo e come diventeranno i suoi abitanti
dopo averlo distrutto, depredato, spolpato, massacrato,
ridotto ai minimi termini.
Che cos’è che resta?
Resta il Buio.
Il Buio non fa distinzioni.
Il Buio non è razzista.
Il Buio azzera chiunque, buoni, cattivi, bianchi, neri, rossi.
C’è un fuoco che brucia tutto, c’è una polvere che investe tutto,
e c’è un gelo che invade tutto e tutti.
C’è sempre un fuoco da accendere, con quattro sterpi,
più per avere una luce che per ottenere calore.
Il mondo è composto da zombie che di umano mantengono solo le sembianze.
Persone che hanno commesso errori imperdonabili, cattiverie inaudite,
comunque persone divorate dai loro sensi di colpa,
costrette, come questi due fratelli, a camminare perpetuamente
alla ricerca di qualcosa che nemmeno loro sanno esattamente cosa sia.
Culla, un uomo con un nome singolare.
Un nome in qualche modo rassicurante, ma è solo un nome.
Culla, che deve espiare la sua colpa.
E lo fa lungo tutto il suo cammino,
ad ogni passo incontra persone che lo accusano
di ogni Male. La sua espiazione è la fuga affannosa,
sono le ferite fisiche, sono le pallottole che scansa per un soffio,
il dito accusatorio puntato sempre addosso.
Rinthy, il suo viaggio è diverso.
E’ durissimo, ma affrontato con uno scopo diverso.
I suoi seni gonfi di latte in qualche modo causano
compassione, pietà, in chi la incontra.
Il suo cammino è l’unica luce in tutto il romanzo.
E non dobbiamo sottovalutarla.
Anche se il destino è identico.
Il dolore, la sofferenza, il disagio, l’angoscia.
Tutte le sfumature del Nero, questa è la vita.
Il Nero è dentro di noi, il Buio è dentro di noi,
possiamo solo adattare la nostra vista e il nostro istinto
a questo colore, per sopravvivere.
Non ci sono amici, non ci sono parenti, nessuno ci aiuta.
Tutto è meschino, tutto è indifferente, e molto è malvagio.
Viene da dire lasciate ogni speranza,
o voi che vi imbattete nella strada di McCarthy,
perchè qui non ci sono aiuti, non ci sono speranze,
non c’è alcun Dio che si interessi a voi,
non avete nemmeno le scarpe giuste per affrontarlo,
e quando le avrete, ve le ruberanno,
qui ci sono tre maligni che seminano Morte senza averne motivo,
c’è un Male che non fornisce nè reclama ragioni,
sullo sfondo di un paesaggio senza tempo,
paludoso e fosco, desolato e vinto e marcio,
come gli uomini a cui appartiene.
Siete soli, e da soli dovrete cercare di sopravvivere e di rimettere
in sesto le cose al meglio che vi sarà possibile.
Ed ecco, il bello, nel Buio.
McCarthy ha parlato pochissimo, due interviste nella vita.
McCarthy ha detto di aver avuto una vita difficile.
Di essere stato povero in canna per lungo tempo.
Ma ha detto di essersi sempre sentito fortunato.
Che la vita gli ha sempre fornito un’opportunità.
Quello che scrive lo scrive in buona parte per
ricordarci che dobbiamo godere di ciò che abbiamo,
e farlo fruttare. Non fermarsi, non arrendersi nemmeno
quando sembra che il Mondo ci abbia chiuso ogni porta
e portato sull’orlo del baratro, nemmeno quando
sappiamo di aver combinato un disastro e qualcuno ce la
sta facendo pagare, fa parte di questo gioco.
Una fede epica, uno scrittore fantastico,
per me il migliore tra i viventi,
una folgorante e potente Poesia.
Quando tutto è Buio, anche quando sei cieco,
cerca la luce, perché esiste.

 

“Una volta non avevo nemmeno i quaranta dollari al mese per pagarmi l’hotel. Sì, e mi hanno buttato fuori. Allora ero molto ingenuo. Ero convinto che in un modo o nell’altro tutto sarebbe andato bene. Ed è stato proprio così. Sono sempre stato molto fortunato. Quando la situazione era particolarmente dura, succedeva sempre qualcosa di assolutamente imprevisto.
Sì. Vivevo in una baracca nel Tennessee e avevo finito il dentifricio. E un mattino sono andato all’ufficio postale per vedere se era arrivato qualcosa. E nella mia cassetta delle lettere c’era un dentifricio.
Era un campione omaggio. Ma la mia vita è piena di episodi come questo. E’ sempre stato così: quando la situazione si faceva critica, succedeva sempre qualcosa
Ecco, mi basterebbe che gli uomini prendessero a cuore le cose e le persone e che apprezzassero maggiormente ciò che hanno. La vita è bella anche quando sembra brutta. E dovremmo apprezzarla di più. Dovremmo essere riconoscenti. Non so a chi, ma dobbiamo essere riconoscenti per ciò che abbiamo.”

 

“Non mi interessa scrivere storie brevi. Qualunque cosa che non ti occupi anni interi della vita e non ti spinga al suicidio mi sembra che sia qualcosa che non vale la pena”.

 

“Il tuo futuro si accorcia e tu te ne rendi conto. Negli ultimi anni non ho voglia di fare nient´altro che lavorare e stare con mio figlio John. Sento qualcuno che parla di andare in vacanza o cose del genere e io penso: ma a che serve? Non ho nessun desiderio di fare un viaggio. La mia giornata perfetta consiste nello starmene seduto in una stanza con un po´ di fogli bianchi. Questo è il paradiso. È oro puro e tutto il resto è solo una perdita di tempo.”

 

“I «buoni scrittori» sono Melville, Dostoevskij, Faulkner, quelli, insomma, «che affrontano questioni relative alla vita, alla morte»; Proust e Henry James non gli interessano, «non li capisco, per me quella non è letteratura. Molti scrittori che in molti considerano grandi per me sono inutili”.

 

“Il lavoro creativo spesso è stimolato dal dolore. Se non avessi qualcosa nel profondo del tuo cervello che ti fa diventare matto, forse non faresti niente.”

 

“Io non penso che la bontà sia qualcosa che impari. Se vieni lasciato alla deriva a imparare dal mondo a essere buono, non è facile. Ma ogni tanto la gente mi dice che mio figlio John è proprio un bambino d´oro. Io dico che lui è talmente superiore a me che mi sento stupido a correggerlo su certe cose, ma qualcosa devo fare, sono suo padre. Non puoi fare molto per cercare di trasformare un bambino in qualcosa che non è. Ma qualunque cosa sia, di sicuro puoi distruggerla. Se sei meschino e crudele, puoi distruggere la persona migliore del mondo.”

 

“Ho degli amici al Santa Fe Institute. Sono persone brillantissime che fanno un lavoro veramente difficile risolvendo problemi difficili, e loro dicono: “È molto più importante essere buoni che essere intelligenti”. E io sono d´accordo, è più importante essere buoni che essere intelligenti. È tutto quello che posso offrirvi.”

Ditemi se non è speranza, questa, per tutti.

 

 

Musica: Black Heart, Calexico

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