Non dirmi che hai paura, di Giuseppe Catozzella

 

Jpeg

 

Una storia importante.
Più di una persona ha detto che questa storia
è scritta in modo troppo semplice, che lo stile
è troppo elementare. Quasi fosse stata scritta
da un adolescente.
Probabilmente Catozzella voleva questo.
E’ entrato nella testa e nel cuore di Samia,
e ha provato ad immaginarne i pensieri e la voce,
e ci ha raccontato la sua storia. La sua storia vera.
Non sarà Dostoevskij, ma comunque leggere questa storia
non penso abbia fatto e farà male a qualcuno.
Penso invece che ancora una volta ci farà riflettere
sui mali, le ingiustizie, le vergogne e le sofferenze
del mondo e della vita.
Ovviamente saranno esclusi tutti coloro che hanno deciso
di stare al mondo pensando di esserne il fulcro.
Alla fine tutti abbiamo un sogno.
Solo che per qualcuno si avvera, per altri no.
A qualcuno il sogno viene servito su un piatto,
che sia d’argento o no non importa.
Qualcun altro invece deve soffrire, il sogno
passa attraverso fame, sete, torture, deserti e mari grossi.
Qualcuno deve correre, e sognare di correre, per restare vivo,
per continuare ad essere una persona, per ricordarsi di chi sia
e di come si chiami. Per arrivare alle Olimpiadi, magari.
Corri, Samia. Corri.

Musica:Jarabi, Toumani Diabatè

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