Fondamenta degli Incurabili, di Iosif Brodskij

fondamenta

Questo libro è una lettera d’amore.
Prima di ogni altra cosa, è questo.
Un uomo che ha mollato gli studi da adolescente e che è andato a prendersi il Nobel.
Dunque l’elogio massimo del massimo dei Sogni fattosi realtà.
Quale altro Sognatore poteva scrivere meglio della città che più di ogni altra rappresenta un Sogno?
Chi altri poteva dire che Venezia è più bella che mai in inverno?
Perché “l’inverno aiuta l’occhio a studiare il mondo esterno con un’intensità superiore a quella della lampadina elettrica che la sera ti aiuta a esaminare la tua fisionomia. Se questa stagione non ti calma necessariamente i nervi, li subordina però ai tuoi istinti: alle basse temperature la bellezza è bellezza.”
Quando entri e passeggi in Venezia, automaticamente cerchi di apparire più bello, cerchi di stare al passo, di tener testa, metterti in pari con questa meraviglia.

venezia
Perché “questa è la città dell’occhio, il più autonomo dei nostri organi”, l’occhio ha la predilezione per l’arte, ha l’appetito per la bellezza, e in Venezia trova il massimo del suo appagamento, in Venezia trova uno specchio perfetto per assistere e per ricreare, immaginare, forgiare a suo piacimento, andare oltre, anche molto oltre, rispetto a quello che osserva.

“In questa città si può versare una lacrima in diverse occasioni. Posto che la bellezza sia una particolare distribuzione della luce, quella più congeniale alla retina, una lacrima è il modo con cui la retina – come la lacrima stessa – ammette la propria incapacità di trattenere la bellezza. In generale, l’amore arriva con la velocità della luce; la separazione, con quella del suono. Ciò che inumidisce l’occhio è questo deterioramento, questo passaggio da una velocità superiore a una inferiore. Poiché siamo esseri finiti, una partenza da questa città sembra ogni volta definitiva; lasciarla è un lasciarla per sempre. Perché con la partenza l’occhio viene esiliato nelle province degli altri sensi: nel migliore dei casi, nelle crepe e nei crepacci del cervello. Perché l’occhio non s’identifica col corpo, ma con l’oggetto della propria attenzione. E per l’occhio la partenza è un processo speciale, legato a ragioni puramente ottiche: non è il corpo a lasciare la città, è la città ad abbandonare la pupilla. Allo stesso modo il commiato dalla persona amata provoca dolore, e soprattutto un commiato graduale, chiunque sia a partire e per qualsiasi motivo. Nel mondo in cui viviamo, questa città è il grande amore dell’occhio. Dopo, tutto è delusione. Una lacrima anticipa quello che sarà il futuro dell’occhio.”

Come si può restare indifferenti di fronte a questa dichiarazione di amore assoluto, amore fedele, mai venuto meno? Un cantore così appassionato, poetico, il malato più Incurabile che l’abbia mai guardata e amata.

brodski

 

Musica: Venezia, di Francesco Guccini

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2 pensieri su “Fondamenta degli Incurabili, di Iosif Brodskij

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