Tutto è possibile, di Elizabeth Strout

 

tuttoQuanta sapienza, quanta delicatezza, quanta grazia possiede questa scrittrice nel descrivere così in profondità l’animo umano.
Lo fa in maniera così visivamente potente che ti senti imbarazzato, nell’assistere al dolore dei suoi personaggi, al momento in cui il dolore li assale e li piega.
Quanta sapienza nel descrivere la vita di una piccola comunità, dove tutti pensano di conoscere l’amico, il vicino, il familiare, e da questo presunto sapere fanno nascere diffidenze, rancori, pregiudizi. E invece no. Nessuno conosce l’altro, e nessuno vuol farsi conoscere.

“come si fa a dire? Non si sa mai niente, e chi pensa invece di saperne qualcosa, beh, è gente candidata a sorprese belle grosse.”

Soprattutto i fallimenti, pesano. Pesano nell’infanzia e te li trascini per tutta la vita. Tutta questa piccola umanità che vive sotto un cielo sterminato, in mezzo a campi di mais senza fine, schiacciata da questa Terra troppo vasta. Ma la Strout, come sempre, non condanna, non giudica.
La Strout abbraccia, accarezza questa umanità che lei stessa crea.
La Strout concede a tutti il proprio momento di grazia, di luce, di liberazione. Il riscatto, la possibilità di lasciarsi tutto alle spalle, anche se niente viene dimenticato. Il coraggio di rivivere, di ripartire. Perché siamo tutti fatti di passato e di presente, di dolori e di sofferenze, di fallimenti e di momenti tragici, così come di passioni e tenerezze, e tutti possiamo dare un senso a questo.
E quando arriva il momento in cui gli uomini e le donne si sentono illuminati dal raggio di sole dell’empatia, ecco il vero riscatto consapevole, ecco la vera umanità, il momento per cui valeva la pena vivere:

“E per un istante Annie rifletté su questo: che suo fratello e sua sorella, brave persone, serie, perbene, equilibrate, non avevano mai conosciuto la passione che porta un uomo a rischiare tutto quello che ha, a mettere a repentaglio ciò che gli è più caro, semplicemente per essere vicino al bagliore accecante del sole che per quell’istante sembra capace di lasciarsi la terra alle spalle.”

E arriva il momento in cui capisci che davvero tutto è possibile, in questa nostra esistenza.

L’apparenza di questa scrittura è la semplicità, invece è di una profondità senza pari.
Niente è banale, tutto è accurato, la sua capacità di trascinarti in quelle case, di fronte e di fianco a quelle persone, è davvero ineguagliabile. Il 2018 è appena iniziato, ma so già che questa sarà una delle letture più belle dell’anno.

 

Musica: All things must pass, George Harrison

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2 pensieri su “Tutto è possibile, di Elizabeth Strout

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