Un complicato atto d’amore, di Miriam Toews

 

toews

Chissà quante e quanti adolescenti si saranno ritrovati in questa storia, in Nomi e i suoi sedici anni così complicati.
Perchè è vero che siamo in questa fantomatica East Village americana, ed è vero che la Toews ha realmente fatto parte di una comunità mennonita patriarcale fino al midollo, ma la claustrofobia di vita non appartiene solo a sette o comunità religiose, fa parte del mondo intero, perché la libertà vera non esiste, la società opprime ovunque e ovunque taglia gli spazi liberi e vitali. Ovunque la società e la famiglia soffocano e reprimono.
E allora occorre una ribellione sana.
Occorre tentare di essere vivi, di vivere, di andare al di là dei confini tracciati dagli altri, anche solo camminarci sopra, al confine, può bastare. Vivere con il senso di colpa e il senso dell’eterno peccato non è roba semplice nè augurabile. Così come scegliere di sopravvivere, soprattutto, al posto del vivere davvero.
Nomi le prova tutte. Nomi è confusa, tra tre modelli di vita, quello della madre, del padre e della sorella maggiore. Nomi si fa le canne, beve, ascolta musica di continuo, balla, si rasa a zero, prepara giornate e pietanze per ordine alfabetico, bada ad un padre stralunato e triste ma dolce, fallisce, tenta, riprova e fallisce con i suoi primi approcci all’amore, contravviene alle regole che la soffocano, prova più che altro ad essere normale, che è la vera impresa.
Salta sui tappeti elastici per sentirsi più vicina al cielo che a questa terra opprimente.
Si abbandona continuamente ai sogni, costruisce l’addio facendo le prove generali salutando tutti quelli che conosce. Perché questo romanzo contiene sì una tristezza indicibile, ma nel suo cuore possiede una speranza che non muore mai, nonostante sia pieno di gente che dalla vita fugge via. Perché vivere è davvero un atto d’amore complicato, e spesso lo si compie per far felici gli altri, perché l’amore è questo, anche.
La Toews è l’esempio, quello che scrive lo scrive sulla sua pelle, ha perso padre e sorella per suicidio, ma proprio la sua famiglia le ha insegnato a vivere e ad amare, e a guardare più in là, e più in alto, a cercare la propria via di libertà, a cercare la vita, sempre. È un invito a chi oggi è giovanissimo a cercare la propria via, anche a costo di ferite e cazzotti.

“L’amore è tutto. È davvero la cosa più grande. E sono convinta che noi usiamo tutto quello che è in nostro potere, tutto quello che è alla nostra portata, per tenere vivo l’amore che abbiamo provato”

 

Musica: Crying, Roy Orbison

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2 pensieri su “Un complicato atto d’amore, di Miriam Toews

  1. ilmestieredileggereblog ha detto:

    un romanzo bellissimo, che mi ha commosso. Non sono più un adolescente e non ero nemmeno così, ma Nomi mi è entrata nel cuore. Miriam Toews è bravissima a dare vita ai suoi personaggi…. prendendo dalla sua vita…. sono contenta che ti sia piaciuto, alla faccia di chi dice che piace solo alle donne….

    Piace a 1 persona

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