Il Dio del massacro, Yasmina Reza

Jpeg

Una stanza. Quattro persone. Due coppie, due mariti e due mogli. Coprotagonisti, un dolce e l’alcool.
Ferdinand ha colpito Bruno con un bastone, una rissa tra bambini, la causa dell’incontro.
Basta così, cast ridotto all’osso.
Ma dialoghi, cattiveria e cinismo a volontà. Chi più ne aveva, più ne ha messa. Una gara al rialzo di inciviltà, di istinti primordiali. Prima ci sono quattro persone che si presentano coperte dalle loro migliori maschere di civiltà e benevolenza, misuratissime, attentissime a percorrere la strada che la società ha segnato per loro, il politicamente corretto, automi borghesi che devono salvaguardare la facciata, ridipingendola ogni giorno. Ma il Dio del massacro è dietro la prima porta della loro costruzione fittizia. E viene fuori alla prima occasione, scatenando la guerra, e ognuno di questi coniugi mostra e scioglie la belva di ferocia che lo contraddistingue nell’intimo.
Quanto dura, questo combattimento tutti contro tutti? Quarantacinque minuti. In soli quarantacinque minuti crollano finzioni, falsità, perbenismi. Cadono le maschere, si sbriciolano i piedistalli, si svelano le bugie su cui sono basate quattro vite, un tiro di un sasso fa cadere una casa enorme, ma fatta di sabbia. Tremendo, si ride amarissimamente.
Fa male, ti senti male, perché dici subito per carità, io mica sono così, ma in fondo potresti benissimo essere così…

Musica: Il tutto è falso, Giorgio Gaber
https://www.youtube.com/watch?v=W1w0vM9dubI

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