Alta fedeltà, di Nick Hornby (1995, Ed. Guanda, pp.263, ed. 2017)

 

alta fedeltà

Il romanzo ha più di vent’anni.
Si parla di musica dei “vecchi tempi”, quando la musica era qualcosa di più sensoriale, la potevi toccare, anche annusare, c’erano i vinili, si doveva fare “più fatica” per scovare le perle, dovevi scartabellare, informarti, girare per negozi, avere un rapporto stretto con il negoziante, che diventava un confidente. Un vinile conteneva otto, dieci brani, non tutti erano bei pezzi, dovevi ascoltartelo tutto, per fare la tua scelta di preferenza, e alla fine adoravi o odiavi tutto il disco, e te ne ricordavi, era impresso nel cuore e nella mente, e partiva poi la ricerca della collezione, e ti costava tempo e soldi. Oggi c’è internet, oggi la compilation te la porti in viaggio sul telefonino, dove puoi tenerti duemila brani, e magari la maggioranza sta lì solo a far numero, e in maggioranza è tutto download gratuito. Sotto questo profilo il romanzo è “datato”, ed è più adatto a chi è nato alla fine dei Sessanta o nei Settanta. Eppure…questo romanzo riesce a non essere datato, non fino in fondo.
Si resta affascinati dalla storia e dal modo in cui è raccontata. Anche se chi legge ha vent’anni e non cinquanta. Oggi i vinili sembrano tornati di moda, ma soprattutto è il relazionarsi, i rapporti, che sono alla fine sempre gli stessi. Desiderio,insicurezza, gelosia, insoddisfazione, incapacità di gestire amori e amicizie, difficoltà di fronte agli ostacoli che la vita ti pone sul suo cammino, senso di immaturità, voglia di fuggire via da tutti e rifugiarsi tra le quattro mura di casa, povere ma nostre e solo nostre, sono temi che scavalcano gli anni e si ripresentano ciclicamente così come l’ansia di “farsi una posizione”, le guerre psicologiche con i genitori. Rob può essere anche un personaggio detestabile, per molti, è uno che combina cazzate sia che si muova sia che resti fermo, che non trova quasi mai un equilibrio razionale o un equilibrio qualunque sia, ma le sue paturnie, le sue elucubrazioni mentali superflue e continue sono in parte quelle che abbiamo avuto tutti, sia da trentenni come lui che anche da ventenni o da sessantenni. La sua mania di fare classifiche su tutto e tutti, dischi o donne o film che siano, è il desiderio smanioso di trovare dei punti fermi, quando tutto intorno sembra muoversi e non aspettarti mai. Il suo quasi crogiolarsi nel non voler essere felice. Non voler accettare i cambiamenti, nell’altro ma soprattutto in se stesso, per paura di fallire, di cadere, di perdere l’entusiasmo nelle cose.
La paura di sentirsi “inchiodato” “… sarebbe più bello se potessi sentire che ci sono ancora quelle dolci possibilità e quella sognante aspettativa che provavi a quindici anni, o a venti, o addirittura a venticinque, quando sentivi che da un momento all’altro la persona più perfetta del mondo poteva capitare nel tuo negozio, o nel tuo ufficio, o alla festa del tuo amico.. sarebbe più bello se quelle emozioni fossero ancora qui, da qualche parte, nella tasca posteriore dei jeans o in fondo a un cassetto”. 
La paura che il meglio sia alle spalle e non tornerà più, che non vedrai mai più per la prima volta la persona che ami, mai più starai in agitazione per giorni in attesa del primo appuntamento, mai più arriverai al pub con mezz’ora di anticipo, mai più fisserai un articolo di giornale senza leggerlo, sbirciando l’orologio ogni trenta secondi.
È un racconto amaro, malinconico, ironico, divertente, commovente e romantico, pieno di musica bellissima e anche sconosciuta, e anche non bellissima, ma è la vita, che funziona così, ognuno ha la sua colonna sonora e cerca di adattarla a se stesso al meglio che può. E a me la musica piace, è una passione travolgente. È un libro che ti frega, la copertina può sembrarti leggera e scanzonata, ma quando vai “all’ascolto” la musica che viene fuori è profonda, e stai lì a riflettere sulle relazioni amorose, a porti le domande e a cercare di darti le risposte, e a sorridere, spesso, con ironia, sul senso della vita, che a volte non ne ha davvero molto.

 

Musica: Let’s get it on, Marvin Gaye

Annunci