Cattiva, di Rossella Milone

 

Screenshot_2018-08-13-15-11-55Ci ho messo giorni e giorni, per trovare il coraggio di commentare questa storia.
Non sono una madre, non posso sapere cosa si prova nel diventarlo, probabilmente non dovrei scrivere niente,
e dire solo “provate a leggerlo”.
Ma di certo questo è l’unico libro che, finora, mi abbia avvicinato il più possibile a quella sensazione.
Non si poteva fare più di così, più di quanto scritto qui da Rossella Milone.
Non è un libro su una figlia che viene al mondo, ma su come viene al mondo una madre.
La fotografia dell’attimo preciso in cui la tua vita cambia, di colpo. Il paradosso del contrasto tra i tanti consigli e le tante rassicurazioni che precedono quel momento, sarà bello vedrai, e la realtà, che ti sbatte davanti un minuscolo esserino, che fisicamente, appunto, sembra inoffensivo, e che invece spesso appare e apparirà come un muro liscio, senza appigli, su cui devi comunque arrampicarti, un muro che sembra caderti addosso, e che il tuo istinto ti costringe a reggere. Il momento in cui chiudi un libro delle priorità rassicurante e te ne trovi davanti un altro, tutto da scoprire, scritto in una lingua astrusa, che ti farà dire “Basta. lo urlo contro queste pareti sottili, contro questa casa vuota, contro di te in braccio che mi senti, che senti il mio Basta crudele e assassino, tu che manco sai chi sono, riconosci la mia rabbia e la sai spiegare meglio di come me la so spiegare io. Tu urli, io urlo Basta, basta, basta. E poi accovaccio con te in braccio, l’unica cosa che so fare è sbagliata.”

Il momento in cui una madre scopre il terrore della solitudine, perché
“Il tempo da soli con una neonata può essere orrenda. Non passa, è pesante, è pericoloso. Ti fa guardare in faccia chi se, e alla fine sei qualcuno di solo e inesperto”.
Il momento in cui non sai cosa fare. Che è la cosa peggiore del mondo. Specialmente per chi, fino a quel momento, sapeva sempre cosa fare e non solo per se stessa, ma lo sapeva fare anche per gli altri, sapeva consigliare tutto il meglio.

“Ci guardiamo per ore. Io mi annoio per ore. Altre volte non mi annoio, ma si annoia lei e comincia a piangere. Oppure prova disagio, quello che è. Io mica lo so. Non riesco mai a sapere cosa vuole. Non sapere cosa fare è la cosa più avvilente, ed è per questo che quando sono sola con lei ho paura. Uno spavento ancestrale come il battito cardiaco. Mi terrorizzano i suoi occhi supplichevoli, questa piena, totale, indiscussa fiducia che mi mette addosso. Stringermela sul petto, stringerla così tanto da schiacciarla e rimandarla dentro, mi pare tutto quello che posso fare. Ma per lei no, per lei non può bastare”.

Il momento in cui si cammina a tentoni al buio.
Le migliaia di domande che non hanno risposta, i tuoi genitori nemmeno si ricordano di quando tu eri piccola, ma come è possibile dimenticare?? e ti sale la rabbia più di prima.
La rabbia e la gioia insieme.
La disperazione e la forza.
Il bisogno di scappare, di ritrovare il tuo tempo perduto, quello che dedicavi solo a te, poi viverlo e sentire dentro di te un ruggito, un richiamo, capire che il tempo che passi da sola alla fine ti fa male, perché stare lontana da tua figlia ti provoca dolore.

“Tutti i figli prima o poi dicono Mamma se ne te vai io muoio, e la madre lo sa che è una bugia, ma lei ha bisogno di quella bugia, ché altrimenti che senso avrebbe trasformarsi in qualcun altro, cambiare quello che sei per diventare un essere che deve guidare un altro essere per farlo diventare un uomo o una donna? Una trasformazione così comporta una fatica sovrumana, significa camminare a tentoni, e cosa c’è di più spaventoso del camminare a tentoni? E che senso avrebbe questo spavento senza quella bugia? E quindi rimango con te, bimba, ché senza di me tu muori, ché senza di te io muoio. E dentro questa bugia tutte e due ci diciamo la verità”.

Capisci di essere diventata una persona che ne contiene due.
Essere buona ed essere cattiva.

 

Musica: Non ridere, Paolo Conte

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...